I vini irrobustiti, Sherry, Porto e Marsala, vengono destinati all'aperitivo e al dessert, oppure si consumano come corroboranti.
Dopo l'alternarsi di periodi più o meno felici, oggi, lo Sherry, il Porto ed il Marsala sono in ripresa nell'ambito dei rispettivi mercati.
Gli inglesi, che negli anni Ottanta avevano subito non poche delusioni dallo Sherry,
da loro considerato vino aperitivo per
antonomasia, buono anche per pasteggiare nelle versioni Manzanilla e Fino,
stanno tornando agli antichi amori. Naturalmente la disaffezione andava attribuita a produzioni troppo disinvolte, se non contraffatte
perché il vero Sherry, anche se talvolta può apparire troppo austero,vanta un bouquet inimitabile, molto fragrante e un
gusto fruttato con inflessioni piacevolmente acidule.
Anche il Marsala sta riprendendo quota e specie il tipo secco, detto ,vergine" o solera, è ora
assai più ricco, di sorprendenti attrattive. Le migliori produzioni sono firmate dalle aziende
Fiorio, De Bartoli, De Vita, Pellegrino, Rallo e Vecchio Samperi.
Il Porto, ottenuto dalle molteplici varietà di uve indigene allevate nell'alta valle del Douro
e fatto invecchiare nelle cantine degli esportatori nei pressi di Oporto, rimane un vino
abboccato o dolce, corposo e molto alcolico.
Per distaccarsi dall'immagine tradizionale, anche il Porto si è aggiornato con versioni diverse,
tra cui quella del bianco secco, che può essere bevuto come aperitivo, oppure del medium,
adatto sia prima che alla fine dei pasti. Il Porto vintage, invece, realizzato solo nelle
migliori annate, raramente è pronto da bere prima dei 10 anni, talvolta ce ne vogliono anche
20, quindi è molto corposo, intensamente fruttato, ricco di alcool e di depositi, per cui
spesso va decantato. Non si potrebbe immetterlo al consumo da giovane perché sarebbe troppo
duro per l'eccesso di tannini. I vintages si fanno invecchiare in bottiglia perchè
non sappiano di legno. Invece i tawny sono fatti maturare per lunghi anni in botti porose
finché non assumono un colore bruno. Non somigliano ai vintage e se serviti freddi sono idonei
anche per aperitivo.
Le versioni più corpose dello sherry, amontillado e oloroso, sono decisamente ammandorlate; mentre i porto vintage sono riccamente dotati di frutta matura, con aromi ribes nero, prugne e frutta secca.
Vini dolci irrobustiti si realizzano in Francia nelle zone.di Rivesaltes e Banyuis. Sono meno
alcolici del Porto ma hanno molto vigore. Essi derivano dall'uva Grenache e vengono fatti
invecchiare in legno, dal quale traggono aromi complementari speziati (vaniglia in particolare).
In Italia vini rossi di temperamento avvicinatile al Porto sono il Recioto della Valpolicella,
un rosso forte, piuttosto dolce, talvolta anche Spumante. Non è però un vino irrobustito, pur
avendo un paio di gradi alcolici più del vino normale. Si fa con le ali (recie, da cui Recioto)
dei grappoli fatte appassire più o meno a lungo. Arrestando la fer- mentazione prima che tutti
gli zuccheri dell'uva siano convertiti in alcol, se ne ottiene un vino amabile, fruttato
(ciliegia o marasca), con sentori di sottobosco. Il tipo secco è invece chiamato Amarone della
valpolicella ma è da piatti di carne. Altri esempi troviamo in Sardegna con l'Anghelu Ruju e in
Puglia con l'Aleatico oppure il Primitivo di Manduria .
|